Camminata nordica o camminata veloce: ricercatori valutano i benefici per la salute dopo i 60 anni
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Camminata nordica o camminata veloce: ricercatori valutano i benefici per la salute dopo i 60 anni

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- 29 Marzo 2026

La scelta tra marcia nordica e marcia veloce è sempre più discussa, soprattutto tra coloro che vogliono mantenersi attivi dopo i sessant’anni. Comprendere quale sia l’attività più vantaggiosa per la salute è fondamentale per adottare uno stile di vita sano e sostenibile, in particolare per chi desidera prendersi cura di cuore, muscoli e benessere generale.

L’impatto della marcia nordica sul corpo

La marcia nordica non è una semplice camminata: grazie all’uso dei bastoncini, coinvolge fino all’80-90% dei muscoli del corpo, secondo quanto riportato da studi recenti. Questo tipo di movimento non solo attiva le gambe, ma anche braccia, pettorali e addominali, offrendo così un allenamento completo. L’aumento della consumo di ossigeno (fino al 25% in più rispetto alla marcia veloce alla stessa velocità) contribuisce a migliorare la resistenza cardiovascolare, un aspetto fondamentale per chi ha superato la soglia dei sessant’anni.

Benefici specifici per la salute dopo i sessant’anni

Praticare regolarmente marcia nordica si traduce in una maggiore attivazione muscolare e in una spesa calorica superiore: si stima che, a una velocità di circa 6,5 km/h, si possano bruciare fino a 150 calorie in più all’ora rispetto alla marcia veloce. L’uso dei bastoncini aiuta a mantenere una postura eretta e favorisce l’apertura del torace, migliorando così la capacità respiratoria e l’ossigenazione del sangue. Questo aspetto è particolarmente rilevante per chi desidera mantenere sotto controllo la pressione arteriosa e i livelli di colesterolo, condizioni spesso presenti dopo i sessant’anni.

Vantaggi della marcia veloce e confronto tra le discipline

La marcia veloce resta comunque un’attività accessibile e benefica, soprattutto per chi preferisce un esercizio meno tecnico. Essa coinvolge principalmente la parte inferiore del corpo, ma comporta uno sforzo localizzato che può portare a una sensazione di affaticamento più intensa nelle gambe. Al contrario, il movimento distribuito della marcia nordica favorisce una percezione minore della fatica, permettendo sessioni più lunghe e frequenti, con vantaggi aggiuntivi sulla salute cardiovascolare e sul benessere generale.

Conclusioni dei ricercatori sulla scelta migliore

Le valutazioni degli esperti indicano che la marcia nordica offre benefici superiori rispetto alla marcia veloce in termini di attivazione muscolare, consumo calorico e miglioramento della funzionalità cardiovascolare, soprattutto nella fascia di età oltre i sessant’anni. Tuttavia, entrambe le discipline rappresentano valide opzioni per mantenere un buon livello di attività fisica e favorire la salute a lungo termine.

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Giornalista freelance con una passione per la scrittura che nasce dai banchi dell'università, dove ho studiato Comunicazione e Media. Mi diverto a esplorare temi diversi e a raccontare storie che possano informare e coinvolgere i lettori. Quando non scrivo, amo viaggiare per l'Italia alla scoperta di luoghi nascosti e tradizioni locali.